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Tameshigiri e spiritualità

Chi mi conosce sa che, pur non essendo religioso praticante, ho il massimo rispetto per ogni forma di spiritualità, specie se praticata da qualcuno in buona fede.

Mi sono trovato anch’io, in prima persona, in un certo imbarazzo … “mentale”, nella possibile pratica del Tameshigiri (è una prova di taglio con la classica spada giapponese (nihon-to) più conosciuta come katana).

tameshigiri

Questa prova è frequentemente eseguita su un tatami in paglia arrotolato ed imbevuto d’acqua o – più di recente – su un fascio di bambù legati tra loro.

Al di là della pericolosità del fatto in sé stesso (si tratta di una spada tagliente!!! * vedi nota sotto) i miei tentennamenti erano dovuti al fatto che nel “tagliare” si simula in realtà un atto violento, teoricamente rivolto verso un altro essere.

Ho scoperto, leggendo qua e là, che non è una sensazione così rara. Addirittura un Maestro di spada scomparso recentemente – Yukio Takamura – raccomandava, in un suo scritto, di praticare con una sorta di “protocollo/atteggiamento” (Reigi, etichetta) rispettoso nei confronti delle persone presenti, del luogo (dojo), della spada e, in linea con lo spirito shintoista di molte tradizioni nipponiche, nei confronti dei Kami (Divinità) presenti nel luogo o evocati dall’atto di tagliare.

Personalmente sono molto rispettoso di queste tradizioni e convinzioni spirituali.

Chi fosse maggiormente interessato alla cosa, può leggere lo scritto completo di Takamura Sensei al link

http://www.intk-token.it/forum/index.php?showtopic=2956&hl=%2Btakamura+%2Bsensei

(*) NOTA IMPORTANTE: MAI E POI MAI PROVARE A FARE PROVE DI TAGLIO SENZA LA DOVUTA ESPERIENZA, IN UN LUOGO INIDONEO E SENZA L’ASSISTENZA E LA PRESENZA DI UN MAESTRO QUALIFICATO: E’ ESTREMAMENTE PERICOLOSO, PER SE’ E PER GLI ALTRI

Tsuba EDO e Shi-Shi

Una tsuba, periodo EDO, un po’ povera, ma con una interessante incisione del mitico shishi (cane leone), derivante dalla cultura cinese ed adottato anche in Giappone come protettore. Tipicamente si trovava, a coppie (uno con la bocca aperta e uno con la bocca chiusa) a protezione dell’ingresso dei templi. L’incisione è ricorrente nelle guardie (tsuba) e nelle decorazioni (menuki) delle impugnature delle katane.

Meditazioni Monogotari

Fantastico! Dopo Oltre 35 anni l’ho ritrovato ri-pubblicato!!
Belissimo. Anche se adesso – anziché Aikido – potrei fare Sumo (con i miei 110 Kg), lo spirito c’é sempre!
Non posso non “leggervi” una meditazione:

“Colui che è saggio, non ha servi,
egli è il proprio servo.
Non ha padroni,
egli è il proprio padrone.
Colui che è saggio, non ha casa,
ovunque è la sua casa.
Non ha famiglia,
tutti sono la sua famiglia.
Colui che è saggio dorme come un bambino,
nei suoi occhi è la luce umida della bontà”.

La leggenda della spada giapponese (Nihonto)

Una antica tradizione Shinto narra che, in un tempo remoto, il dio Haya Susanoo venne esiliato dagli altri dei del “pantheon” giapponese nella regione di Izumo, dove viveva e prosperava un potente drago con otto teste. Al fine di evitare che il drago distruggesse i villaggi, era consuetudine della popolazione offrirgli ogni anno, per il suo sacrificio, una giovane vergine, nata nella zona.
Il dio Susanoo allora fece edificare una grande palizzata di bambù e che prevedeva otto punti di accesso, posti sul lato superiore della palizzata, uno per ogni testa del drago. Immediatamente sotto ogni varco fece mettere delle scodelle piene di denso e forte saké.
Riscaldato al punto giusto il saké esalò un profumo al quale il drago non seppe resistere e quindi, con ognuna delle sue otto teste, entrò nei varchi della palizzata per bere il saké, di cui era ghiotto.
Ben presto il saké fece il suo effetto facendo addormentare il drago e consentendo quindi a Susanoo, ad una ad una, di recidere le sue otto teste. Ucciso il drago volle farlo a pezzi ma, arrivato alla coda, non riuscì a troncarla e ruppe la sua spada. Aperta la coda nel senso della lunghezza, vi trovò all’interno una bellissima e grande spada, chiamata Tsumugari (la ben affilata), quella che in seguito gli uomini riprodussero per creare la katana, la potente spada giapponese.