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Corso di Shodo

Un giorno un caro amico e maestro mi disse che non si poteva veramente comprendere il Bushido (la via del guerriero giapponese) se non si studiava il contesto storico e culturale dell’epoca e dei luoghi (il Giappone, ovviamente): in altre parole mi invitata a praticare altre arti e altre discipline che mi aiutassero a … “comprendere”.
E’ anche per questo che ho iniziato un lungo percorso di apprendimento, quello dello Shodo, l’arte della calligrafia tradizionale.
Eccomi in primo piano a destra, ripreso, alle prime armi (in tutti i sensi), presso la Scuola Shodo Yoshitaka – nel Tsuki Kage Dojo di Padova.

P.s.: ma non vi sembro un po’ il Maestro Miyagi in “Karate Kid”? Sarà per la pelata!

Scherzi a parte desidero ringraziare pubblicamente la mia insegnante, Sensei Maria Rosa Valluzzi per avermi aiutato nel ritrovare il mio “nuovo e vecchio” percorso di vita.

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Mo’ mi faccio il sigillo!

Al termine di un corso di Shodo (l’arte della calligrafia giapponese) mi hanno proposto di realizzare il mio sigillo, scegliendo un kanji (ideogramma) che mi rappresentasse in qualche modo … mumble mumble … e allora ho scelto “FIORE”, scritto però nell’antico (quasi primordiale) stile “Tensho”, probabilmente il primo importato in Giappone dalla Cina e, comunque, antichissimo per la Cina stessa (dinastia Quin, 221 a.c.).

     
Sembra la scrittura degli alieni di Roswell! Chissà …


Tra le varie modalità ho scelto quello che rappresenta esplicitamente i calici dei fiori, le radici, il terreno ecc.
Perché il fiore mi rappresenta?
Vedi su https://www.facebook.com/hana.no.togi/
A cosa serve il sigillo? In Cina ed in Giappone rappresenta, anche ufficialmente, la firma di una persona ed è usabile anche in documenti con valore legale.
La pietra che ho inciso è la steatite (o pietra saponaria), da sempre usata per questo scopo.
Ciao

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